
Abitare in spazi più contenuti potrebbe essere la soluzione e una scelta di vita. La cosiddetta impronta carbonica è un concetto che riguarda anche ogni singolo essere umano e le tiny house in questo, potrebbero migliorare il nostro impatto su questa terra. Ma vediamo insieme quali dovrebbero essere le caratteristiche di un’abitazione per essere considerata una tiny house. Prima di tutto le dimensioni, che dovrebbero aggirarsi tra i trenta e i quaranta metri quadrati, poi c’è la funzionalità. L’arredamento dovrebbe essere completamente pensato per facilitare la vita di tutti i giorni occupando il minor spazio possibile. Un concetto molto vicino all’arredamento minimalista che rinuncia al superfluo e che si basa sulle regole dell’essenzialità. Molti di questi temi hanno già precedentemente invaso il modo di progettare il nostro abitare, grazie a filosofie come il Feng Shui o a pratiche virtuose come il decluttering. In modo particolare quest’ultimo dovrebbe essere svolto periodicamente, perché il rischio di accumulo è sempre dietro l’angolo, soprattutto dopo le festività o altre occasioni. Prima del decluttering sarebbe buona norma anche imparare a riciclare, ma quando ci rendiamo conto che l’attesa del riciclo si fa troppo lunga, molto meglio delegare quest’attività ad altri, vendendo o semplicemente donando ciò di cui non riteniamo più di avere bisogno.
Per tornare alle caratteristiche, una tiny house sfrutta molto bene ogni spazio, riduce i servizi essenziali come il bagno e la cucina, rendendoli estremamente funzionali. Poi gioca sulle altezze prediligendo i soppalchi o altri supplementi di arredo come le mensole sfruttando tutta l’altezza dell’abitazione e predilige i mobili salvaspazio. Le tiny house dispongono di massimo due stanze e sono dotate di qualsiasi tipo di comfort, perché sfruttano appieno ogni metro quadrato.
Non solo tendenza
A partire dal 2020 le tiny house hanno iniziato a spopolare, ma erano una scelta valida già da molto prima. Chi sceglie di vivere in una tiny house solitamente vuole passare il suo tempo a contatto con la natura e ha una particolare attenzione alla sostenibilità; perciò, questo tipo di casa è solitamente ecosostenibile, realizzata con materiali green e riciclati e capace di produrre energia in modo autonomo. Sono molto famose in particolare all’estero e stanno diventando sempre più celebri e ricercate anche in Italia, specialmente nel settore del turismo. Eppure, in molti luoghi del mondo si sono rivelate un ottimo escamotage anche ai costi alti delle case, in Italia, per esempio, si è paventata l’idea che potessero rappresentare una soluzione al caro affitti degli alloggi universitari. Ad oggi la richiesta delle mini-case risulta aumentata, molto più persone scelgono di vivere in appartamenti dalla metratura ridotta, prediligendo altro genere di investimenti.
Se il Covid sembrava aver messo a dura prova la nostra resistenza in appartamenti di piccolo taglio, le tiny house hanno ribaltato decisamente tali esigenze, prediligendo una vita più semplice e quasi a misura d’uomo, che ci porta a riflettere su quanto effettivamente molto di ciò che consideriamo necessario, in verità, può essere rivisto e ripensato.
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